“Gli stilisti sono tra gli ultimi custodi delle meraviglie. In un certo senso, sono fabbricanti di sogni…”
Christian Dior
Ospitata all’interno di questo “rifugio delle meraviglie”, La Galerie Dior è una testimonianza della creatività di Christian Dior e dei suoi successori: Yves Saint Laurent, Marc Bohan, Gianfranco Ferré, John Galliano, Raf Simons, Maria Grazia Chiuri e, ora, Jonathan Anderson.
Da quasi ottant’anni, le collezioni della Maison Dior prendono vita all’interno di queste pareti, a partire dal New Look, una pietra miliare nella storia della moda. Questa estetica, che trae il nome da Carmel Snow, caporedattrice della rivista americana Harper’s Bazaar, presente alla sfilata d’esordio di Dior del 12 febbraio 1947, incarna l’equilibrio di una donna che affermava la propria femminilità nel periodo della ricostruzione postbellica. Una donna i cui movimenti corporei furono esaltati da Christian Dior. A cornice di questa vicenda, 30 Avenue Montaigne, emblematica sede che ha accolto amici e ospiti di Monsieur Dior, oltre ad alcune celebrità e clienti prestigiosi, richiamati qui da ogni angolo del mondo per scoprire tutte le sue nuove collezioni.
Sullo sfondo di una straordinaria narrazione scenografica, La Galerie Dior riflette lo spirito dell’haute couture parigina, continuando a tramandare la memoria di un luogo ricco di storia, che oggi espone abiti, schizzi originali, documenti d’archivio, accessori ed eccezionali creazioni. Il percorso attraversa la storia di Dior, organizzato in diversi spazi, ognuno dei quali è dedicato a una delle tante sfaccettature che compongono un inestimabile patrimonio, un tesoro che la Maison continua a preservare e ad arricchire con cura e costanza sin dagli albori.
Un incredibile Diorama che trasporta i visitatori in un viaggio mai vissuto prima, alla scoperta di quasi duemila creazioni fra cui abiti in miniatura, cappelli, borse, scarpe e profumi, che illustrano l’essenza della Maison dal 1947 fino a oggi.
La Galerie Dior riflette l’unicità di una Maison perfettamente consapevole della ricchezza del proprio passato, un’inesauribile fonte a cui tutti i Direttori creativi hanno attinto nel corso degli anni per esprimere lo spirito della propria epoca e reinterpretare il sogno Dior.